Macbeth, da Shakespeare a Verdi: la rovinosa caduta di un eroe
05.03.2026

Il Maestro Riccardo Muti ritorna per la quarta volta sul podio del Teatro Regio di Torino: l'occasione è l'allestimento del Macbeth di Giuseppe Verdi (tratto dall'omonima tragedia di W. Shakespeare), diretto da sua figlia Chiara. Una messa in scena coinvolgente e dal grande impatto visivo: la scenografia è un grande piano inclinato, all'interno del quale il bosco dove Macbeth e Banco incontrano le streghe, per esempio, è un cerchio oscuro, un non-luogo dove l'usurpatore è destinato a sprofondare, irretito dal desiderio di potere.

Lo stesso Riccardo Muti ha più volte pubblicamente sottolineato che il brindisi nella scena del banchetto non si può accostare al "Libiamo, libiamo nei lieti calici..." della Traviata: è un brindisi di morte, che prelude all'improvviso tracollo dell'implacabile Lady Macbeth nella scena del sonnambulismo, dove la vediamo sfregarsi le mani in un maldestro tentativo di lavare via il sangue di cui sono macchiate.
I virtuosismi vocali di
Lidia Fridman catturano indiscutibilmente l'attenzione del pubblico e si
rivelano catartici.
Luca Micheletti interpreta adeguatamente il tormento interiore di un Macbeth vittima di forze
che sfuggono alla sua volontà, essendo sballottato tra i presagi delle streghe e le aspirazioni
omicide della moglie; e abbraccia senza riserve la visione registica di un Macbeth che strizza parecchio l'occhio alla prosa, dove la parola
gioca un ruolo fondamentale nella contrapposizione tra mondo reale e
immaginario; l'unico elemento - presente nella drammaturgia musicale originale
- potenzialmente in grado di suscitare una fugace sensazione di fastidio è l'italianizzazione dei nomi di alcuni personaggi (Macbetto, Banco, Duncano).
