Un sogno a Istanbul
è ispirato al romanzo di Paolo Rumiz,
La cotogna di Istanbul. Ballata per tre
uomini e una donna, una riscrittura scenica di Alberto Bassetti, con la regia di Alessio Pizzech.
Lo spettacolo racconta dell'amore tra Maša e Max: un amore scandito dal tempo, che,
all'inizio, non ha la possibilità di concretizzarsi.
Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato
a Sarajevo per un sopralluogo. Un amico (Adriano
Giraldi) gli presenta la misteriosa Maša Dizdarević (Maddalena Crippa, austera, selvaggia e inaccessibile, proprio come
il personaggio che interpreta).
Scatta un'attrazione potente, ma Max deve fare
ritorno in patria e, prima di ritrovarla, trascorrono tre anni. Gli stessi tre
anni citati nella canzone d'amore che Maša gli ha cantato: La gialla cotogna di Istanbul.
La donna ora è malata, ma i due intraprendono insieme un
viaggio che è rito, scoperta e tensione verso il baratro: quel baratro che,
agli occhi dello spettatore, si presenta come un piano inclinato che sembra
ostacolare la prossimità tra i due personaggi per tutto lo spettacolo. Fino
alla risurrezione conclusiva.
Maximilian Nisi è
intenso nel trasmettere le sensazioni
provocate dall'innamoramento iniziale e, soprattutto quelle connesse
all'epilogo, caratterizzato dalla perdita.
L'austera figura di Maddalena Crippa, con i lunghi capelli scarlatti che le cadono lungo la schiena,
diventa magnetica nella fase della malattia, quando i capelli lasciano il posto
a un equilibrata e positiva rassegnazione.
Le musiche originali, suonate dal vivo dalla fisarmonica di Mario Incudine, completano un racconto
scenico che intreccia parole, musica e memoria e tradizione (nello spettacolo è
presente anche il sirtaki) con
profumi e atmosfere che intendono riportare attori e spettatori a rivivere
momenti consolatori riconducibili all'infanzia.
Roberto Mazzone