L'atmosfera natalizia e l'avvolgente voce di Michela Paleologo rassicurano lo spettatore anche al Teatro Juvarra dove, anche quest'anno, viene ospitato Whiskey & Soubrette, spettacolo nato da un'idea di Marco Musarella, Valentina Renna,
Simone Schinocca e Livio Taddeo: un omaggio a tre artisti (Isa Bluette, Erminio Macario e
Fred Buscaglione), che hanno reso celebre la città di Torino (e la "torinesità")
in Italia e nel mondo.
Elisa Ferraro incarna sul palcoscenico la
determinazione e il desiderio di vivere di Teresa Ferrero, alias Isa Bluette,
la prima diva del varietà italiano, colei che ha introdotto nel Belpaese il
numero della passerella finale.
Dal punto di vista musicale, lo spettacolo è una
fantasmagorica compilation che va ben oltre 40 anni di storia della canzone
italiana (e non solo): da Quel motivetto che mi piace tanto a Creola, fino alla disco music degli Earth, Wind & Fire, con September. E questa varietà di stili e sonorità si riflette anche
nelle coreografie (con numeri di tap eseguiti in armoniosa sincronia) e nei costumi: Agostino Porchietto è riuscito nell'intento
di coniugare sobrietà e sfarzo del varietà anni Trenta, con le atmosfere
scintillanti e vintage degli anni Settanta/Ottanta, ovvero il periodo trasgressivo dello Studio 54.
Andrea Semestrali si cala adeguatamente nella "maschera"
di Macario, (sorprendente il trucco utilizzato sul volto), impegnandosi a riprodurre nel dettaglio la
mimica facciale e le stralunate espressioni del viso per cui il comico torinese
resta, ancora oggi, un'icona. E, nei panni di Leo Chiosso, si rivela una
"spalla" preziosa per Fred Buscaglione, interpretato da Antonio
Dominelli: un giovane artista che - oltre a sostenere un ruolo musicalmente impegnativo - in questo spettacolo si è occupato delle
musiche, le ha eseguite dal vivo (rivelandosi polistrumentista al pari di
Buscaglione), all'occorrenza ha fatto pure il rumorista.
Onore al merito registico di Simone Schinocca, che ha saputo condurre il pubblico in una commovente
cavalcata lungo pagine della nostra storia cittadina, che è sempre bello
riscoprire o approfondire.
Lo spettacolo è in scena nella storica sala di via Juvarra fino al 18 gennaio 2026.
Roberto Mazzone