PLAY DEAD
di Alessandro Caria
BOLOGNA – Il pubblico del Teatro Duse ha accolto con lunghe ovazioni la nuova creazione di People Watching, "Play Dead", ambientata in un mondo fatto di cose di casa e storie intrecciate, guarda ai lati belli, contorti e divertenti del comportamento umano. Con la sua fisicità dinamica e la sua narrazione visiva, l'opera offre una cronaca surreale di cose familiari in una continua ricerca di impossibile equilibrio.
L'azione si svolge in un appartamento tipo. Divano, lampada, armadio, tavolo da cucina. È in questo scenario intimo che i sei personaggi di "Play Dead" si conosceranno, creeranno legami, si affezioneranno, litigheranno, si ameranno, si allontaneranno, insomma, è il luogo in cui i rapporti umani che li uniscono saranno esplorati, analizzati, celebrati.
Lungi dal cadere in un fatalismo annoiato, "Play Dead" si meraviglia dell'assurdità del quotidiano e celebra la vita con un desiderio pulsante di connessioni e intimità, proprio come le persone ballano disperatamente l'ultima canzone prima che la festa finisca. Stando in equilibrio sopra la follia.
Tutti si esibiscono sul palco con una forte presenza e un'espressività ben calibrata, eseguendo le loro coreografie acrobatiche con fluidità. Con la giusta dose di atmosfera teatrale, complesse partiture fisiche eseguite con brio, un tocco di stranezza e un umorismo al tempo stesso impassibile e assurdo, "Play Dead" è una creazione eccezionale e molto promettente, con una forte dose di energia e talento. I ballerini di People Watching sviluppano un tema stilistico consolidato con questo espediente teatrale che unisce luci, oggetti di scena, scenografia, corpo umano e il suo fardello di responsabilità.
Ma la danza come mezzo espressivo non è così letterale come l'opera o il teatro, e quindi è libera di esplorare il dispositivo in modo gioioso, caotico e generosamente aperto all'interpretazione. Hanno portato l'arte del clown e dell'assurdità teatrale a un livello che, come il circo, sfida la gravità e abbraccia il rischio, nonché l'audace intimità della fiducia fisica e dell'interdipendenza.
Addio birilli da giocoleria, cinghie, trapezio o ruote. "Play Dead" è come un lungo piano sequenza di 70 minuti in cui i sei interpreti, tutti ventenni, ci mostrano il meglio della danza acrobatica.
La regia, super fluida, riesce a creare un continuum in cui le transizioni si fondono letteralmente con i pezzi forti dello spettacolo.
Che si tratti delle luci (in particolare con quella lampada che si muove in un lungo segmento drammatico), dell'impressione di un piano sequenza di cui parlavamo prima o dei personaggi, che recitano ciascuno un ruolo in questo spettacolo acrobatico che potremmo definire "commedia drammatica".
Un'etichetta che non avremmo mai dato a uno spettacolo circense prima d'ora. Una commedia, sì, attraverso questi numerosi duetti danzati. Ci sono infatti momenti piuttosto divertenti in "Play Dead", fin dall'inizio, quando uno dei personaggi finge di parlare a una delle ragazze, visibilmente disinteressata, che annuisce per educazione, mentre indietreggia...
Ma tutto questo è intervallato da momenti piuttosto tesi e inquietanti, a volte anche commoventi, che fanno venire la pelle d'oca.
Resta il fatto che questo collettivo ci porta altrove. Senza attrezzi circensi e senza parole, ci fa sorridere e ci commuove. Questi sei artisti, che hanno l'ambizione di reinventare il circo di domani, hanno appena alzato l'asticella.