Rivoluzioni, il nuovo spettacolo scritto, diretto e
interpretato da Emiliano Luccisano andato in scena lo scorso 12 marzo al Teatro
Gioiello di Torino, offre, e chi c'era potrà confermarlo, un'ora e mezza di
comicità travolgente e a tratti sorprendentemente seria, affrontando anche temi
importanti e attuali, dalla diversità di genere, all'inclusione, al cambiamento climatico.
Luccisano non si limita a far ridere ma costruisce un viaggio attraverso le piccole e grandi rivoluzioni della
nostra quotidianità. Che si tratti di una relazione che cambia, di una
tecnologia che ci complica la vita invece di semplificarla (esilarante il
battibecco disfunzionale tra Siri e Alexa), o del semplice atto di affrontare
una nuova fase della propria esistenza, lo spettacolo ci mette di fronte a quei
momenti in cui tutto si trasforma… e lo fa con l'ironia affilata di stampo romanesco di Luccisano, che con quell'irresistibile accento romano ricorda la
via romana alla comicità. In un gioco di matrioske al contrario vediamo in lui un
po' di Brignano, che a sua volta ci rimanda al rimpianto Proietti, e così via
fino a Petrolini (un pó come succede ai jeans della sua vita che ogni anno anno che passa aumentano di taglia e stanno dentro a quelli nuovi …)
La comicità dell'artista, nato nel quartiere capitolino di
Centocelle, classe 1987, è diretta, senza filtri, e punta a un assunto spiccio:
la vita è un casino, ma se impariamo a ridere delle sue assurdità, possiamo
uscirne anche vivi. A fargli da spalla Sonia
Merchiorri, che con la sua *Piccola Lombarda* ha regalato un esilarante
siparietto linguistico sul confronto tra dialetti e modi di dire.
Il pubblico? Preso, trascinato, conquistato. Applausi,
risate continue e un'energia che ha reso il Teatro Gioiello un piccolo
epicentro di buonumore. Perché alla fine, come Luccisano ci ricorda, la più
grande rivoluzione è sempre quella di saper ridere, anche quando tutto sembra
andare storto.
Se vi siete persi Rivoluzioni, recuperate appena ne avete
l'occasione. Ne vale la pena.