Ti sposo ma non troppo
di Sonia Bisceglia
Ti sposo ma non troppo è una commedia romantica scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta, la cui sceneggiatura, nata nel 2007, diventa prima un film di successo interpretato dallo stesso autore con Vanessa Incontrada e poi uno spettacolo teatrale con in scena gli stessi attori (solo la grandissima Chiara Francini è sostituita da Siddhartha Prestinari), che abbiamo visto in una replica sold-out (nonostante la concomitanza di San Remo e San Valentino...) all'Alfieri di Torino.
Al centro le storie di 4 personaggi over 40: da un lato una coppia in crisi, e dall'altro una donna separatasi dolorosamente e un uomo, anch'egli reduce da una triste separazione, ma con la voglia di ricominciare. Le tre storie si mescolano continuamente, generando equivoci divertentissimi, colpi di scena esilaranti, dialoghi che, aiutati da una costruzione drammaturgica che ricorda il montaggio cinematografico, non sfociano mai nel banale offrendo spunti di riflessione e interrogativi che interessano un po' tutti:
Come si fa a sapere qual è la relazione giusta?
Perché è così difficile far funzionare un rapporto?
Come fa a finire una storia che sembrava renderci così
felici?
Come si fa a gestire sentimenti come la rabbia e il senso di colpa per la
sofferenza dei figli?
Lo svolgersi della storia risponde via via a tutte queste domande.
E ad un certo punto, appunto per non farci rimpiangere il San Remo mancato, le 4 bellissime voci dei protagonisti concludono il primo atto intonando,
ciliegina sulla torta, una dolcissima canzone, che dopo un dialogo interiore
rompe la quarta parete e fa si che gli attori si rivolgano direttamente al pubblico,
cantando e parlando contemporaneamente a se stessi.
La vita è “un gioco della bottiglia… che, obbligo o verità, ci gira e ci piglia"
… e gli interrogativi esistenziali continuano uno dopo l’altro, stavolta in metrica e in rima, sottoforma di toccante poesia musicale:
Dimmi come si fa..
a trovare la chiave del cuore se l'hai buttata un secolo fa…?
a non trovare il tempo
a chiedersi come stai …?
(E ancora…)
…Quanto casino fa
l'amore che se ne va?
con uno sguardo stordisce
e poi voilà tutto svanisce
(e poi…)
Non facevamo prima forse a dircelo
che di amore non ce n'era più?
Avrei voluto avere un bel barattolo
Ma il tappo no…
Io non lo trovo più
(E ancora…)
Come si fa l'amore?
Dove ce l'ha il bottone?
Ripartirà sto cuore… ?
Il cuore, descritto come un organo ormai chiuso in garage da troppo tempo e con le pile
scariche, ha solo bisogno di qualcuno che lo riaccenda e alla domanda finale se vale la pena di rivivere tutto questo, di
rimettere le proprie fragilità nelle mani di un altro e rischiare di nuovo di
essere feriti, magari buttandosi addosso a vicenda le colpe e il peso delle vite
precedenti ci penserà il protagonista/autore/regista a dare una risposta finale… (non perdetevelo).