Un’altra vita al MAXXI: il viaggio interiore di Battiato

20.03.2026

di Sonia Bisceglia

La mostra "Franco Battiato. Un'altra vita.", ospitata al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo fino al 26 Aprile 2026, non si limita a ripercorrere la carriera di Franco Battiato, ma costruisce un itinerario più intimo, capace di restituire la complessità dell'uomo oltre la figura pubblica.

Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio attraverso le sue molte "vite": il giovane siciliano che lascia la propria terra per Milano, lo sperimentatore degli anni Settanta attratto dall'elettronica, il protagonista del pop italiano degli anni Ottanta e, infine, il ricercatore spirituale della maturità. Fotografie, copertine di dischi, materiali d'archivio, i sintetizzatori che hanno segnato la sua prima fase dedicata alla ricerca nella musica elettronica, e opere pittoriche compongono un mosaico che riflette un'identità artistica sfaccettata, in continuo mutamento.

Uno dei momenti più coinvolgenti è lo spazio di ascolto immersivo, in cui immagini e video accompagnano alcune delle sue canzoni più note: qui la musica assume una dimensione quasi confessionale, diventando traccia di una tensione costante verso qualcosa che va oltre il visibile.

Ciò che emerge con maggiore forza, però, è il profilo umano di Battiato. Più che un'icona da celebrare, appare come un artista profondamente libero, capace di seguire una ricerca interiore personale anche a costo di cambiare direzione. La sua curiosità – per la filosofia, per l'Oriente, per il misticismo – si intreccia a una dimensione più semplice e concreta, fatta di gentilezza e attenzione verso gli altri.

In questo senso, Un'altra vita suggerisce che Battiato non sia stato soltanto un innovatore della canzone italiana, ma un uomo in cammino. La musica, la pittura e il cinema diventano strumenti di una ricerca continua, mai conclusa. Si esce dalla mostra con la sensazione non tanto di aver attraversato una carriera, quanto di aver incontrato una persona: qualcuno per cui l'arte non era un punto d'arrivo, ma un modo per continuare a cercare.

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